La Culla per la Vita ha accolto Maria Stella
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12PORTE - 13 agosto 2026: Era stata inaugurata e benedetta dall’allora mons. Matteo Zuppi nel maggio del 2017, ma solo pochi giorni fa la culla per la vita di via Guidicini 1 ha assolto alla sua funzione per la prima volta.
Mancavano pochi minuti alle 23 di sabato 8 agosto, quando i dispositivi di controllo hanno segnalato alle Suore Minime dell’Addolorata la presenza di una neonata.
Le religiose della Casa generalizia della famiglia religiosa fondata da Santa Clelia hanno preso in braccio una bambina che mani anonime avevano deposto con cura all’interno della culla.
Aveva ancora il cordone ombelicale attaccato, trattenuto con una molletta, segno che il parto era avvenuto da pochissimo tempo.
Non presentava segni di sofferenza, era vestita e in buone condizioni, avvolta in un lenzuolo bianco e con una cuffietta in testa.
Immediato, da parte delle religiose, il contatto con il 112: gli infermieri, sopraggiunti nel giro di pochi minuti, dopo aver constatato le buone condizioni della bambina hanno provveduto al trasferimento presso la Neonatologia dell’Ospedale Sant’Orsola per ulteriori accertamenti.
Le religiose hanno scelto di chiamarla Maria Stella e il reparto di Neonatologia ha confermato l’ottimo stato di salute della piccola.
Informato del ritrovamento il Cardinale Zuppi ha detto di ricordare bene la benedizione della culla della vita: «Anche solo aver salvato Maria Stella ne è valsa la pena. La disperazione non ha impedito alla mamma di dare la vita, e questa è sempre la scelta migliore». «La gioia e l’emozione di chi ha accolto Maria Stella dimostrano come solo la vita dona senso alla vita e non dobbiamo mai averne paura».
«Che Dio benedica la piccola Maria Stella e anche la sua mamma, - ha detto ancora - e ci aiuti a fare di tutto, sempre e per tutti, per accogliere e proteggere la vita».
La culla per la vita è una struttura concepita appositamente per permettere di lasciare, in condizioni di totale protezione, i neonati da parte delle mamme in difficoltà, nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo deposita.
Garantisce l’anonimato della mamma che vuole lasciare il bambino ed è dotata di una serie di dispositivi (riscaldamento, chiusura in sicurezza della botola, presidio di controllo h24 e collegamento con il servizio di soccorso medico) che permettono un facile utilizzo e un pronto intervento per la salvaguardia del bambino.
Le culle per la vita sono la versione moderna delle ruote degli esposti che, fin dal Medioevo, presso i monasteri, servivano ad affidare i bambini che non potevano essere accuditi per le mille ragioni della vita.
Soppresse in Italia durante il ventennio fascista, verranno ripristinate nella nuova forma nel 1992 a opera del Movimento per la Vita, rifiorendo progressivamente in tutto il territorio italiano come estrema possibilità di accoglienza, che risponde a un gesto estremo di disperazione a tutela della vita di un bambino.
La culla per la Vita di Bologna è promossa dalla sezione bolognese dell’Associazione Medici Cattolici, dal Movimento per la Vita e dalla Congregazione delle Suore Minime dell’Addolorata, che ha messo a disposizione lo spazio dell’ingresso posteriore della Casa generalizia e che ne assicura il presidio continuo.
In Italia esistono numerose leggi che tutelano la madre e il neonato.
Partorendo in ospedale in modo anonimo, sicuro e gratuitamente assistito, ogni donna ha il diritto di esprimere la sua volontà di non riconoscere il neonato alla nascita e ha diritto alla riservatezza sulla propria identità. Nei servizi sociali e negli ospedali, tutto il personale ha l’obbligo di osservare la massima riservatezza rispetto alla madre che “non consente di essere nominata” e di mantenere il segreto all’esterno su tutto ciò che la riguarda. Il nome della madre e le notizie su di lei sono tutelati per legge dal segreto.
Nel caso di non riconoscimento del neonato, vengono avviate immediatamente le procedure di adottabilità, garantendo ancora ai genitori naturali fino a un massimo di due mesi di tempo per riconoscere il figlio.